Coccoli

Come non ricordarsi dei coccoli caldi, appena fritti, avvolti nel loro cono di carta gialla, mangiati per strada in San Lorenzo assieme alla mia, allora giovane mamma.

Di quella antica friggitoria, vi è rimasta la sola insegna ed i coccoli vengono considerati adesso un antipasto, ma erano un tempo mangiati come veloce spuntino, oppure per la famosa merenda-cena, a base di affettati, in alternativa o assieme al tondone.

Sono tutt’oggi un piatto sano, anche se fritto, e adorato dai bambini, forse per la loro croccantezza esterna, che si contrappone in maniera decisa al loro soffice interno.

Di modi di fare i coccoli, nonostante la semplicità degli ingredienti ve ne sono di molteplici, c’è chi all’impasto aggiunge il latte (come nel lontano passato), c’è chi li frigge nella pentola alta, dimenticando che un tempo l’olio era alimento caro e le massaie friggevano essenzialmente in padella, c’è chi come me ama addolcirli con malti ed un cucchiaino di miele. C’è una cosa non dovete MAI fare, a mio avviso, ovvero aggiungere all’impasto dei grassi, animali o vegetali che siano, appesantirete i coccoli, favorendo la penetrazione dell’olio durante la friggitura. E’ per questo motivo che non si può usare l’impasto per il pane, oppure quello per la schiacciata all’olio. Il coccolo vuole il suo impasto, altrimenti non vi coccolerà.

Ricetta: per 2 persone

Farina: 300 gr.

lievito di birra 1/2 cubetto o equivalente liofilizzato

1 cucchiaino di malto (di grano, di orzo, di riso, a vostro gusto)

1/2 cucchiaino di miele (se con esso vi piace)

Mettete a sciogliere il lievito in acqua tiepida 200-300 ml. (che non sia troppo calda, altrimenti il lievito morirà) dalle 5 alle 8 ore prima dell’uso (lievita in un ora e mezza, ma se lo usate subito il lievito sarà ancora attivo e favorisce le puzzette). Sciogliete nella stessa acqua anche gli zuccheri nelle qualità e nelle dosi che preferite, prendete spunto da quelli suggeriti sopra, essi favoriscono la lievitatura.

Mettete l’ acqua in un robot oppure fate a mano, aggiungete farina poco a poco, sino a quando l’impasto non si stacca dai bordi. E’ molto importante che risulti molto più morbido di una pasta da pane, altrimenti una volta fritto, l’interno risulterà gommoso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un ora e mezzo, risulterà così. Se decidete di lievitare ancora, ogni tanto, date una frullata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prendete un terzo di cucchiaio da minestra scarso di composto ed aiutandovi con un cucchiaino, buttatelo nell’olio bollente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indorateli fino a farli diventare color dell’ oro, saranno preziosi anche in bocca.

Salateli all’esterno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Serviteli ad i vostri commensali in una tavola imbandita, con un bianco fresco od un rosso leggero, in estate si accompagnano bene anche con una tedesca birra.

Buon appetito ste

 

 

 

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